KIM I


Una piccola visione triangolare col vertice in giù,
quasi una carta geografica ancora da scrivere,
un disegno geometrico ancora da tracciare,
un teorema ancora da dimostrare. E' quella
ardita camicetta a mo' di panno-foglio bianco,
largo in alto e stretto in basso: quella traccia
aperta che esalta l'origine del mondo,
l'onphalos rosa pallido, sotto un
seno grande da ottimo paretiano.
Ecco la matematica e mitica bellezza
della mia piccola nuova musa.


Il suo sguardo dolcissimo, rappreso,
un po' mesto e stupefatto mi raggiunge
e m'afferra parlando da solo.


Io traccio volute d'estrema fantasia
su quelle fiorenti colline bianche
e vorrei scrivere mia vita d'amore,
lasciare tracce indelebili su quei seni sublimi:
in fondo la mia bussola m'orienta vieppiù
per quei paesaggi d'inusitata e inaspettata delizia.


Kim ora mi mostra e solleva piano quei fantastici
riccioli che corrono giù lungo la schiena e
nascondono i lacci che reggono il suo Exultet.


Così m'accorgo del farsi africano di suoi boccoli,
anch'ella è bicolore e non solo di capelli:
non ricordo il colore, ma la luce dei suoi occhi mesti,
non ricordo se non il biancore della sua pelle diafana
in trasparenza strana, traslucida, perlacea.


Kim perché sempre un impedimento, una distrazione
un qualcosa che non ci vuole lasciare soli
come due amori puri nei loro cuori,
tu psichè ed io amor con ali dispiegate e braccia abbracciate
quasi sculture neoclassiche e di marmo pario,
d'antica origine dell'uomo in madre Africa
della quale tu sei figlia subito, diretta ed io
solo di mille generazioni passate ed ora ritornate.

Tu Kim torni a me dall'origine dei tempi
e mi mostri tua carnagione chiara
in ombra scura di sera stellata e amata.


Riusciamo a darci un fuggevole bacio di saluto,
anzi due, riusciamo a darci i modi per rivederci
ed ora per te-me, per me-te io scrivo a te
pensando, a noi pensando, e la mia
commozione è grande, sapendo di
poterti risentire e fors'anche rivedere presto.


Vorrei prolungare all'infinito questo
nostro telepatico rito, ma tu non sei
un'apparizione soltanto, il tuo spirito
è in carne ed ossa ed ancora mi sarà
dato di studiarti e chissà? Coccolarti.


Ciao Kim, deliziosa Kim...


Marco Maria Eller Vainicher
(febbraio 2004)